Ponte di Agliate

Il ponte è sempre stato uno dei luoghi identitari di Agliate. Segnava piccoli e grandi eventi del paese: Il lambrone, le processioni, il lavoro, gli svaghi, la “novità” con l’arrivo di viandanti visitatori.

E’ ancora una “balconata” attraverso cui i passanti, per motivi ancestrali o per semplice curiosità, entrano in contatto con l’acqua e con gli altri elementi fluviali.

Da molti anni, con il velocizzarsi dei ritmi di vita, il ponte è diventato solo un “passaggio”, tuttavia è in atto il tentativo di far rinascere un nuovo rapporto tra uomo e natura per un immaginario ambientale positivo, attraverso manifestazioni come la Befana sul Lambro o altre iniziative di educazione e animazione ambientale.

Dal ponte si possono leggere le vestigia sintoniche del passato (lambretti, alzate per i mulini, case ardite sulle rive, lavatoi ed edifici industriali) tanto da poter definire il fiume “Lambro Opera d’Arte” (Carlo Annoni).

Purtroppo, è altrettanto possibile osservare i pesanti e recenti interventi di sistemazione delle rive che hanno quasi trasformato il Lambro in un canale.

 

Sin dall’antichità Agliate rappresentava un passaggio obbligato del fiume Lambro.

Negli atti di visita del card. Federico Borromeo del 1608 è scritto che Agliate era la porta della Brianza (et dicitur initium Montis Briantae).

Nella pianta cinquecentesca della Pieve di Agliate, risalente alle visite pastorali di San Carlo Borromeo, il ponte è raffigurato sorretto da archi.

Questo ponte collassò nel 1921 e nello stesso anno fu interamente ricostruito

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