Chiesa prepositurale SS.Ambrogio e Simpliciano

La Chiesa prepositurale SS.Ambrogio e Simpliciano fu edificata unificando le due parrocchie caratesi. Una sorgeva nello stesso luogo e l’altra, di S.Simpliciano, sorgeva fuori del borgo sulla strada per Albiate. 

Il maestoso edificio, consacrato nel 1805 domina dall’alto di una scalinata-sagrato l’antistante Piazza IV Novembre.

La chiesa, la cui costruzione rappresentò “una travagliata epopea” durata molti decenni, sorge sulle fondamenta dell’antica chiesa romanica a tre navate. Il progetto finale fu quello dell’architetto Simone Cantoni del 1801. La facciata, terminata solo nel 1880 grazie all’intervento economico della benefattrice Isabella Mangiagalli Buttafava, presenta due ordini sovrapposti e intervallati da un cornicione doppio, ognuno dei quali a sua volta è ripartito verticalmente in tre campi da semipilastri con capitelli. In ognuno dei campi laterali è inserita una nicchia dove trovano posto le statue dei santi Gerolamo, Sebastiano, Simpliciano e Ambrogio, mentre nei due centrali si aprono una finestra, in alto, e il portone d’ingresso rivestito con moderne lastre di rame decorate a sbalzo, su disegno dell’artista caratese Flavia Maggioni. Un timpano dalle nitide forme corona la scenografica quinta.

L’interno della chiesa denota l’impronta di un maturo neoclassicismo, dovuto soprattutto all’architetto ticinese Simone Cantoni che fra il 1803 e il 1807 proseguì il lavoro inizialmente impostato da Gaetano Faroni. Lo spazio è organizzato in un’unica vasta navata, con le pareti laterali in cui si innestano tre arcate per parte divise da coppie di possenti semicolonne. Le due arcate centrali ospitano, sulla sinistra, la Cappella del Crocifisso, dominata da un grande crocifisso ligneo e da due tele seicentesche con Cristo inchiodato alla croce e con una Pietà e, sulla destra, la Cappella della Madonna del Rosario con la statua in legno dorato della Vergine, contornata da quindici quadretti secenteschi, dipinti su rame, con i Misteri del Rosario, una Annunciazione e una Adorazione dei pastori di scuola bresciana, pure seicentesche. Le altre arcate sono cieche e forse nel progetto originale dovevano far posto ad altrettante cappelle, poi non costruite. Un cornicione aggettante segue in alto tutto il perimetro dell’edificio e fa da base di appoggio per un variegato gioco di volte a botte, decorate con rosoni di stucco e dipinte nel 1899 dal pittore Davide Beghè con un ciclo di affreschi.

L’opera artisticamente più pregevole è una Natività con S. Francesco e S. Caterina, datata 1584 e firmata dal pittore cremonese Giovanni Battista Trotti detto il Malosso, trasportata a Carate nell’Ottocento dall’originaria collocazione in Santa Maria della Pace a Cremona. Di buona fattura è pure un San Carlo, collocato su una parete a fianco dell’altare maggiore, copia seicentesca di un noto quadro del Cerano. La controfacciata è occupata dalla cantoria e dall’organo costruito nel 1856 dalla prestigiosa bottega di Gerolamo Carrera e tornato in piena funzione, dopo anni di abbandono, grazie ai restauri del 1984.

A fianco del presbiterio, lateralmente al coro, fu eretto nel 1840 un ampio oratorio a pianta ottagonale dedicato a san Carlo e san Luigi. Oggi questo edificio è adibito a sacrestia.

Impossibile non notare il campanile romanico della chiesa.

Il campanile, unico superstite dell’antica chiesa, che fu completamente demolita alla fine del ‘700, ha una struttura muraria in cotto a vista, alleggerita da bifore e trifore e decorata con archetti “a dente di sega”.

Nascoste tra le bifore e nella struttura muraria si potranno scoprire piccole sculture: alcune teste umane e anche la testa di un animale fantastico.

L’attuale cella campanaria fu elevata nel 1767 per consentire l’installazione di un concerto di cinque campane

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